Posted by: webgte on: March 23, 2009
La Cina delle colossali esportazioni si scopre vorace importatrice di cultura musicale d’Occidente. Voracità alimentata dal lungo «black out« maoista, e post-maoista. Con l’esito che, da più d’un decennio, nell’Impero del Drago si avverte una crescita esponenziale dei consumatori di musica classica. La Cina, dunque, rappresenta un mercato fiorente che ha ispirato un progetto affascinante: una rassegna pechinese gemellata con il Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo, intitolato al grande Arturo Benedetti Michelangeli. Già sono state individuate le date, novembre 2009; la culla, l’avveniristico Centre for the Performing Arts di Paul Andreu. E già c’è un programma che annovera artisti italiani, come Aldo Ciccolini e Pietro De Maria, e si avvale della collaborazione della China Broadcasting Symphony Orchestra, ovvero l’Orchestra della Tv e Radio di Stato, sopravvissuta alle purghe della rivoluzione culturale grazie alla fortunata formula che la vedeva al servizio del popolo con l’esecuzione di colonne sonore di film. Si esporta in Oriente un «prodotto» ultratestato. Perché compie 46 anni la manifestazione lombarda, inclusa nella mappa dei festival internazionali che contano. Una manifestazione a vocazione pianistica che s’inaugura ufficialmente il 26 aprile, a Brescia, con l’orchestra di soli strumenti cinesi, la China Broadcasting Chinese Orchestra, diretta – in un programma made in China – da Pang Kapang.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=338429