Webgte’s Weblog

Non è il colore ma la qualità a fare la cultura

Posted by: webgte on: July 30, 2008

Come sempre, nel fondo di lunedì Quale cultura. Ci vorrebbe un Marinetti, Giordano Bruno Guerri è stimolante. Ma al di là della provocazione che prende spunto dalla notte futurista in preparazione a Roma da parte dell’assessore alla cultura Umberto Groppi, a me pare che tra le sue brillanti righe ricompaia un vecchio schema che guarda alla cultura per il suo colore, di sinistra o di destra, e inquadra i fenomeni e le personalità non per il valore in sé e per sé, ma in quanto appartenenti a specifici movimenti.Non mi sembra che abbia senso affermare che la «notte futurista» è un evento positivo perché richiama un movimento che avuto successo un secolo fa e si scrolla di dosso l’intreccio con il fascismo. La notte futurista potrà essere ben fatta o mal fatta, potrà coinvolgere la mente e il cuore dei romani a seconda di come sarà realizzata, così come potrebbe accadere con una giornata astrattista, un pomeriggio costruttivista, una mattinata esistenzialista o un festival cubista. Per gli eventi artistici, soprattutto quando sono utilizzati come strumenti per una cultura di massa, il valore non può che venire dalla qualità dell’evento stesso piuttosto che dal suo contenuto ideologico.È questo il criterio che dovrebbe essere tenuto a mente dai responsabili del centrodestra che di questi tempi hanno il compito di mettere in atto le politiche culturali. Altrimenti che differenza vi sarebbe tra i contenuti «buoni» affermati come il requisito necessario della più becera «intellettualità impegnata» di sinistra, e il suo pendant dalla parte opposta? Se mi è consentito di accennare al mio metro, la vera distinzione passa tra chi ritiene che occorre una politica culturale orientata e «impegnata» in qualsiasi senso, e chi invece, da un ottica liberale, ritiene che vada difesa e valorizzata al massimo la libertà della cultura in tutte le sue espressioni.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=279660

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